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Case abusive di Napoli? Silvio non se le ricorda già più

Le botte fanno male, dev’essere per questo che a distanza di sette giorni dal comizio conclusivo della campagna elettorale di Gianni Lettieri, in cui il premier aveva promesso un provvedimento per fermare le ruspe contro l’abusivismo selvaggio di Napoli, nel primo Cdm, che si è tenuto stamattina, non c’è stato nemmeno un accenno alla questione. Probabilmente per non irritare ulteriormente i leghisti che già si erano espressi negativamente su un eventuale provvedimento. “I nostri elettori non capirebbero” e infatti non hanno capito. Si chiama The Butterfly Effect. Un battito d’ali di una farfalla alla Mostra d’Oltremare ha provocato un uragano a Milano.

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Le discariche le ha chiuse Berlusconi. Per decreto

Lo so che vi ha invitati a portare i rifiuti in Procura, però prima di avviarvi con il vostro sacchetto verso il Centro Direzionale, vi rammento che in Campania ci sono 5 discariche: Sant’Arcangelo Trimonte, nel beneventano, San Tammaro, in provincia di Caserta, e Savignano Irpino, ad Avellino. In Provincia di Napoli ci sono due discariche aperte: Terzigno e Chiaiano, entrambe ormai sature. Il 18 novembre 2010, in piena emergenza rifiuti, (emergenza che governo, regione e provincia non sono riusciti a risolvere) un decreto legge cancellava le discariche previste dalla legge 123 del 14 luglio 2008 e cioè Cava Vitiello a Terzigno, Valle della Masseria a Serre e Andretta. La procura di Napoli non avrebbe potuto chiudere perciò, nessuna discarica. Quella di Chiaiano, che ha già superato i limiti di saturazione previsti da Bertolaso, è stata parzialmente chiusa in modo da consentire ai periti di realizzare i carotaggi per verificare l’impermeabilità del fondo e capire se il sito è stato realizzato a norma di legge, o se è stata usata argilla di scarsa qualità con la gestione affidata a ditte vicine ai Casalesi. E quindi, invece di perdere tempo tutto il giorno a lavarvi, ogni tanto informatevi su come stanno le cose. Più fatti, meno bidet.

Maroni-Lettieri-Cosentino è la miglior risposta a Borghezio

Se pensate che qui ci si possa indignare perché Borghezio ha scoreggiato su Napoli state prendendo un granchio. Però potete rivolgervi a Maroni che appoggia il candidato di Cosentino e le sue liste piene di incandidabili con un elenco che è in mano alla Digos e quindi nelle sue mani. Per evitare le infiltrazioni di camorra e criminalità organizzata nelle liste elettorali serve una nuova legge, secondo il ministro leghista. Lettieri non può farci proprio nulla. Insomma, una puzzetta e pure parecchio maleodorante.

Siete sempre convinti che sia un gioco vero?

Il messaggio è chiaro. Noi non ci lasceremo prendere a morsi il culo e quindi proprio nessuno può credere di andare a fare pic nic con chi augura buon compleanno ad Hitler. Perché questo è Casapound. E Napoli ha bisogno di un sindaco, non del burattino di Cosentino. Uno che si è sempre servito della politica di centrosinistra e ora di centrodestra per i suoi affari. Uno che ha dovuto obbedire a chi gli diceva di riempire le liste di candidati camorristi condannati e fascisti che girano con spranghe e coltelli per provocare gli studenti. E se il sangue di San Gennaro non si è sciolto, amen. Sarà ancora un maggio che farà a meno del vostro coraggio.

E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dalla entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.

Fratelli d’Italia (e fanculo ai leghisti)

L´ingresso nella grande capitale ha più del portentoso, che della realtà. Accompagnato da pochi aiutanti, io passai frammezzo alle truppe borboniche ancora padrone, le quali mi presentavano l´armi con più ossequio certamente, che non lo facevano in quei tempi ai loro generali. Il 7 settembre 1860! E chi dei figli di Partenope non ricorderà il gloriosissimo giorno? Il 7 settembre cadeva l´abborrita dinastia che un grande statista inglese avea chiamato “Maledizione di Dio”! e sorgeva sulle sue ruine la sovranità del popolo, che una sventurata fatalità fa sempre poco duratura….Il 7 settembre un figlio del popolo, accompagnato da pochi suoi amici che si chiamavano aiutanti, entrava nella superba capitale dal focoso destriero acclamato e sorretto dai cinquecentomila abitatori, la cui fervida ed irresistibile volontà, paralizzando un esercito intiero, li spingeva alla demolizione di una tirannide, all´emancipazione dei sacri loro diritti; quella scossa avrebbe potuto muovere l´intiera Italia, e portarla sulla via del dovere, quel ruggito basterebbe a far mansueti i reggitori insaziabili, ed a rovesciarli nella polve!...”

(Memorie autobiografiche, Giuseppe Garibaldi).

Qui si festeggia il 150° dell’ Unità d’Italia. La tenutaria di questo blog, più che garibaldina, senza alcun dubbio, tra i carbonari.

Aridaje co stà censura

Questa volta è toccata alla provocazione artistica di Sebastiano Deva e del museo Cam di Casoria. “Pena di morte per i camorristi” si legge sui manifesti affissi ieri per le strade di Napoli. Certo, l’impatto è forte, ma in calce al megaposter compare il sito http://www.farwest.eu ovvero la mostra curata da Antonio Manfredi direttore del sito museale diventato famoso per la richiesta di asilo culturale alla Germania. E niente. La Iervolino presa dal virus collettivo che in queste ore attanaglia il paese, per cui pure se devi cucinare gli gnocchi vai a consultare la Carta, ha detto che sono incostituzionali. Avrà scambiato l’arte con un referendum? E poi si lamentano che uno chiede asilo culturale ai crucchi.

Né Chiesa, né giudici. Donne

Ero in piazza Dante perché non sono una santa, e figuriamoci una puritana, ho le tette e leggo l’Unità, ma non Kant la sera a letto, sono una blogger, ma non sono un’apatica e per età non sono mai stata femminista e penso che se fosse stato per quelli che volevano distinguersi, l’Egitto, i diritti se li sarebbe sognati.

Nella foto, le centomila radical-chic napoletane.