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Il terzo rospo post Pontida

Accantonata la puttanata intercontinentale (cit. Giancarlo Galan) dei ministeri al Nord e sciolte al sole dei trentasette gradi dell’ennesima estate rovente le velleità palafitticole in materia di politica estera sul ritiro dall’impegno Nato in Libia, ai leghisti è rimasta l’ultima grande balla che  ancora una volta, quei poltronari romani di Bossi, Maroni e Calderoli, hanno somministrato a mo’ di viagra, alla loro base che ormai di duro ha veramente solo le corna dei loro elmi esibiti sul pratone verde. La riforma fiscale si farà, e sarà un robusto taglio delle aliquote per i più ricchi: l’aliquota massima scende dal 45% al 40%, mentre le altre saranno del 20% e del 30%. Ad aumentare la tassazione sui meno abbienti ci penserà l’aumento dell1% dell’Iva. Verrà anche abolita l’Irap, che grava sulle imprese. Invece nessuna tutela, secondo questa bozza, per i redditi da lavoro dipendente, che continueranno ad essere tassati come avviene oggi. Contemporaneamente dovremo digerire un taglio della spesa per pensioni, attraverso la modifica dei tempi per andare in pensione (66 anni e 3 mesi di età per le pensioni di vecchiaia e 63 anni e 3 mesi per le pensioni di anzianità); taglio alla sanità, con la chiusura dei piccoli ospedali e dei reparti al di sotto di un certo limite (non ancora definito); taglio ai trasferimenti per i Comuni per almeno 4 miliardi; taglio anche per i Ministeri, per 5 miliardi.

Ecco, se nonostante sia già stato fatto circolare il nome del tappabuchi Bini Smaghi a via XX Settembre (dopo averlo già dato in Banca d’Italia) solo per fare strizza a Tremonti, e nonostante gli scajoliani, gli alemanniani, i liberamentiani minaccino fuoco e fiamme, ecco dicevo, se nonostante tutto gli faranno digerire anche questa manovra, avvisatemi alla prossima scoreggia leghista.

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Il primo rospo post Pontida

Puntuale come un solstizio d’estate, arriva pure il primo rospo che la base leghista sarà costretta ad ingoiare perché da quest’abbraccio mortale col Pdl non possono proprio sganciarsi. Insomma, tutto quel casino sul pratone verde per spostare 4 ufficetti di rappresentanza dove poterci piazzare gli amici degli amici? Ma non l’avevano già detto prima della sceneggiata di Pontida che i Ministeri non si sarebbero mossi dalla capitale?

Pontida? Ancora un po’ di viagra per i leghisti

Ma vi siete chiesti da quanti anni Bossi, Castelli, Maroni e Calderoli sono su quel prato di Pontida a ruminare sempre lo stesso sketch fatto di bandiere verdi, di Alberto da Giussano, a parlare di Roma ladrona, di Padania libera e federalismo? Sempre uguali a se stessi, solo più invecchiati, incanutiti, incomprensibili. Come fotografie ingiallite e una stanchezza che li rende anche più triviali. Al netto di quelli che han pagato per essere oggi lì, diciamoglielo, c’è un paese che è stanco di questi rituali stantìì. Ma quali sorprese vi aspettavate scusate da questi qui? Un partito in caduta libera, che non ha più appeal neanche al nord, ma dove potrebbe avviarsi da solo? E allora vai di cerchiobottismo, di slogan triti e ritriti, un po’ contro le loro poltrone romane e un po’ tenendosele ben strette, i giornalisti coglioni e i ladri che frequentano il Parlamento. Lo stesso che occupano loro da decenni. Secessione? Sì, macheduepalle però.

Giocare alla pallacorda mentre fuori imperversa la rivoluzione

No dico, disoccupati, precari, debito pubblico alle stelle, pressione fiscale idem, corruzione che ci strangola, ndrangheta che si magna il nord dopo il sud e questi che ti fanno? In commissione Cultura del consiglio regionale lombardo, è all’esame un progetto di legge presentato dalla Lega Nord per imporre che il crocifisso sia esposto in tutti gli edifici di proprietà della Regione Lombardia. In quattro articoli sono riassunti il valore culturale del crocifisso quale «simbolo della nostra civiltà, della nostra identità, della cultura», vengono riportate sinteticamente le sentenze emesse dalla giurisprudenza italiana ed europea in questo ambito, ed infine, il valore dell’ammenda per gli inadempienti, una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di 120 a un massimo di 1200 euro. Poi dice che i loro elettori li mandano affanculo.

Comunque vada, a Pontida non ci saranno strappi

Nicola scrive su padania.org: “Sarà meglio che a Pontida portiate qualcosa di concreto che poi farete veramente..Siamo tutti arci stufi dei vostri proclami urlati a tutto il mondo ma che man mano finiscono nel cesso perchè qualcuno(faccio senza fare il nome) vi tira per le orecchie e vi richiama all ‘obbedienza trattando la lega come una pezza per i piedi inutile..Dovrete tirarci fuori da questa guerra che ci porta migliaia migliaia di clandestini e ci fa spendere un sacco di soldi in spese militari e dovrete attuare riforme che aiutino i giovani e le imprese..Siamo stufi di essere schiavi del governo e essere chiamati in casa solo nel momento del bisogno quando serve la maggioranza per non farlo cadere”.

Da una prima impressione, pare che a Nicola, la sorpresona annunciata da Calderoli prima del ballottaggio alle amministrative di Milano, sì, sto parlando della boutade di spostare ministeri al Nord, non sia affatto piaciuta. Purtroppo per lui, e nonostante una base parecchio incazzata, a Pontida sarà la solita Lega di lotta e di governo. La solita fuffa su prato padano a sei euro a cranio.

Povero Bossi, non gliene va bene una

Sulla fine delle operazioni militari in Libia “ci sono ipotesi realistiche che parlano di 3-4 settimane”. All’indomani della riunione del Gruppo di Contatto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, parlava degli orizzonti temporali della missione: “Ipotesi ottimistiche dicono invece pochi giorni”. Era l’inizio di maggio e si sa, eravamo sotto elezioni, bisognava tenere buoni gli elettori della Lega che scalpitavano. Qui, è noto, siamo un po’ più disinibiti e sapevamo già tutto, sapevamo cioè, che quella postilla che Bossi aggiunse alla propria mozione al voto in Parlamento, era solo un tentativo di prendere per deficienti i propri elettori. Oggi, che la missione Nato è stata prolungata di altri 90 giorni, qualcuno di voi ha sentito Frattini o Bossi lamentarsi? Io no. Ho solo sentito il rumore di quella mozione con cui, Anders Fogh Rasmussen si era appena pulito il culo.

Case abusive di Napoli? Silvio non se le ricorda già più

Le botte fanno male, dev’essere per questo che a distanza di sette giorni dal comizio conclusivo della campagna elettorale di Gianni Lettieri, in cui il premier aveva promesso un provvedimento per fermare le ruspe contro l’abusivismo selvaggio di Napoli, nel primo Cdm, che si è tenuto stamattina, non c’è stato nemmeno un accenno alla questione. Probabilmente per non irritare ulteriormente i leghisti che già si erano espressi negativamente su un eventuale provvedimento. “I nostri elettori non capirebbero” e infatti non hanno capito. Si chiama The Butterfly Effect. Un battito d’ali di una farfalla alla Mostra d’Oltremare ha provocato un uragano a Milano.