makia

si legge makìa

Chi di antiberlusconismo ferisce, di antiberlusconismo perisce

Che cosa si son detti Silvio e Tonino? Scusate, ma a noi che ce ne frega? Per quanto mi riguarda, ve lo dico in maniera brutale, Di Pietro e Berlusconi avrebbero potuto anche baciarsi in bocca. Al massimo può essere un problema della base dell’Idv con il proprio leader, non certo una cosa che potrebbe mai riguardare un partito che veleggia al 29.9% nei sondaggi. E sono d’accordo con Enrico Letta quando aggiunge che la svolta di Di Pietro (cioè questo suo neo-moderatismo) è solo un tentativo di riposizionarsi dopo il deludente risultato elettorale del suo partito. Schiacciato tra Pd e Sel, Di Pietro tenta di svincolarsi dall’immagine di persecutore berlusconiano per provare a pescare nell’elettorato centrista. Che dire? Il Pd non ha mai cambiato la sua posizione, quindi benvenuto. Non siamo mica noi quelli che devono giustificarsi col proprio elettorato che all’improvviso non capisce più. Per me, già sentirlo parlare di solidarietà e libero mercato è una delizia per le orecchie, ve lo giuro.

La stronza, la mignotta, il mostro: le quote rosa del governo nell’era Bisignani

“Berlusconi è poco intelligente….Lui dà sempre ragione a Mara….io sono considerata il contorno” . Questa è la Prestigiacomo, abituale frequentatrice dell’ufficio di Bisignani, che parla a nuora perché suocera intenda. Gente che non ha nemmeno le palle per rivolgersi direttamente agli altri, figuriamoci come possa fare il ministro della Repubblica.

“No, è una stronza, brutta, un mostro, mignotta come poche, la più mignotta di tutte”. Questo è Bisignani che parla con suo figlio della Brambilla.

“Una stronza…con lei basta”, sempre Bisignani che parla con Flavio Briatore della sua ex amica Daniela Santanché, tanto sponsorizzata presso il premier per il ruolo di sottosegretario.

Donne senza coraggio, donne che si servono del potere di uomini per riuscire a contare un po’ più dello zero, donne che tramano e spettegolano solo per il proprio orticello di potere. Ma viva le olgettine per tutta la vita, scusate, ché almeno quelle si prostituiscono per fare le veline sotto gli occhi di tutti. E ora, al primo che viene ancora a parlarmi di quote rosa in politica, un dito nell’occhio, gli metto. Ecco.

Il primo rospo post Pontida

Puntuale come un solstizio d’estate, arriva pure il primo rospo che la base leghista sarà costretta ad ingoiare perché da quest’abbraccio mortale col Pdl non possono proprio sganciarsi. Insomma, tutto quel casino sul pratone verde per spostare 4 ufficetti di rappresentanza dove poterci piazzare gli amici degli amici? Ma non l’avevano già detto prima della sceneggiata di Pontida che i Ministeri non si sarebbero mossi dalla capitale?

Pontida? Ancora un po’ di viagra per i leghisti

Ma vi siete chiesti da quanti anni Bossi, Castelli, Maroni e Calderoli sono su quel prato di Pontida a ruminare sempre lo stesso sketch fatto di bandiere verdi, di Alberto da Giussano, a parlare di Roma ladrona, di Padania libera e federalismo? Sempre uguali a se stessi, solo più invecchiati, incanutiti, incomprensibili. Come fotografie ingiallite e una stanchezza che li rende anche più triviali. Al netto di quelli che han pagato per essere oggi lì, diciamoglielo, c’è un paese che è stanco di questi rituali stantìì. Ma quali sorprese vi aspettavate scusate da questi qui? Un partito in caduta libera, che non ha più appeal neanche al nord, ma dove potrebbe avviarsi da solo? E allora vai di cerchiobottismo, di slogan triti e ritriti, un po’ contro le loro poltrone romane e un po’ tenendosele ben strette, i giornalisti coglioni e i ladri che frequentano il Parlamento. Lo stesso che occupano loro da decenni. Secessione? Sì, macheduepalle però.

Giocare alla pallacorda mentre fuori imperversa la rivoluzione

No dico, disoccupati, precari, debito pubblico alle stelle, pressione fiscale idem, corruzione che ci strangola, ndrangheta che si magna il nord dopo il sud e questi che ti fanno? In commissione Cultura del consiglio regionale lombardo, è all’esame un progetto di legge presentato dalla Lega Nord per imporre che il crocifisso sia esposto in tutti gli edifici di proprietà della Regione Lombardia. In quattro articoli sono riassunti il valore culturale del crocifisso quale «simbolo della nostra civiltà, della nostra identità, della cultura», vengono riportate sinteticamente le sentenze emesse dalla giurisprudenza italiana ed europea in questo ambito, ed infine, il valore dell’ammenda per gli inadempienti, una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di 120 a un massimo di 1200 euro. Poi dice che i loro elettori li mandano affanculo.

Il Paese degli statali sull’Internét

Un paese che sa parlare al resto del mondo, ma non ai i suoi lavoratori, che paese è? Ma Brunetta l’ha capito che la rete, il web, i social network, fanno parte di ciò che lui chiama Innovazione? E quindi perché si meraviglia se dopo averla fatta fuori dal vaso, come al solito, nel giro di poche ore lo sa l’ Italia intera? Poi dice che uno lo prende a manganellate sull’Internét. Qualcuno lo avvisi che a Barcellona sono già passati dall’indignazione mediatica a quella fisica e che per entrare in Parlamento ora devono usare gli elicotteri.

Comunque vada, a Pontida non ci saranno strappi

Nicola scrive su padania.org: “Sarà meglio che a Pontida portiate qualcosa di concreto che poi farete veramente..Siamo tutti arci stufi dei vostri proclami urlati a tutto il mondo ma che man mano finiscono nel cesso perchè qualcuno(faccio senza fare il nome) vi tira per le orecchie e vi richiama all ‘obbedienza trattando la lega come una pezza per i piedi inutile..Dovrete tirarci fuori da questa guerra che ci porta migliaia migliaia di clandestini e ci fa spendere un sacco di soldi in spese militari e dovrete attuare riforme che aiutino i giovani e le imprese..Siamo stufi di essere schiavi del governo e essere chiamati in casa solo nel momento del bisogno quando serve la maggioranza per non farlo cadere”.

Da una prima impressione, pare che a Nicola, la sorpresona annunciata da Calderoli prima del ballottaggio alle amministrative di Milano, sì, sto parlando della boutade di spostare ministeri al Nord, non sia affatto piaciuta. Purtroppo per lui, e nonostante una base parecchio incazzata, a Pontida sarà la solita Lega di lotta e di governo. La solita fuffa su prato padano a sei euro a cranio.