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si legge makìa

Archivio per luglio, 2011

La crisi psicologica (cit.) e la manovra monstre

Una conferma, l’abolizione totale dell’Ici sulla prima casa, con costo a carico dello Stato e non dei comuni. Misura, questa, da adottare subito; tutto il resto all’insegna della progressività “perché i tempi sono difficili e non promettiamo ciò che non siamo in grado di mantenere”. Casa, giovani, lavoro e riduzione delle tasse: erano i quattro cardini del piano, suddiviso in 7 “Missioni” (Rilanciare lo sviluppo, Sostenere la famiglia, Sicurezza e giustizia, Servizi ai cittadini, Sud, Federalismo, Piano straordinario di finanza pubblica) di Silvio Berlusconi nel 2008. Il tutto per 12 paginette, che gli hanno fatto vincere le elezioni tre anni fa. E poi? E poi niente. E’ cronaca di tutti i giorni. Aumento dell’1,2% della pressione fiscale, già fra le più alte d’Europa, ticket sanitari a gogò, il taglio lineare del 5% per il 2013 e del 20% a partire dal 2014 che toccherà tutte le 483 agevolazioni fiscali, incluse quelle per le famiglie e che colpisce i nuclei familiari con figli a carico, le spese per l’istruzione, quelle mediche e per gli asili nido; ma anche gli studenti universitari e i redditi da lavoro dipendente. Tutto questo per aver sempre sottovalutato quell’iceberg di crisi economica contro cui eravamo già sbattuti. E Ora? E ora ciccia. Siamo sul Taitanich e si salvi chi può. O’ miracol non ci sarà.

Meno male che Giorgio c’è

Non so se nella bolla d’aria africana che ci avvolge avete notato che abbiamo, vivaddio, un governo Napolitano. Hanno fatto una manovra da 40 miliardi, dei quali, 15 rimandati a babbo morto e sono stati presi a pesci in faccia dai mercati che hanno azzerato la credibilità di Tremonti e di tutto il governo dopo tre anni di presa per il culo sulla tenuta dei conti pubblici. Mi pare evidente, che ieri, il riluttante premier che ci siamo meritati, più preoccupato del portafoglio familiare che dei destini di questo paese sia stato “commissariato” dall’unica persona che sta tirando l’Italia per i capelli. Per il resto, ne riparliamo quando sarà terminato il volemose bene. Eh.

Vita (breve) e morte del partito degli onesti

Dicevamo, dopo la richiesta di arresto per Cosentino e Papa, è arrivata pure quella per per il deputato del Pdl, Marco Milanese fino a pochi giorni fa consigliere del dicastero dell’Economia. Come se non bastasse, il presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato Carlo Vizzini ha deciso di sospendersi dalla sua carica e dal gruppo del Pdl per difendersi nell’ambito dell’inchiesta su presunte tangenti pagate del tributarista Gianni Lapis con denaro di don Vito Ciancimino. Insomma, potrebbe essere il momento buono per fa decollare quel famoso partito degli onesti che vuole Angelino Alfano. E niente. Al netto delle malversità che avvengono a loro insaputa e dei complotti demoplutogiudaicomassonici, mi sa che se ne riparlerà a babbo morto.

It is a mess (cit.)

E’ un casino, lo dicono chiaramente gli investigatori americani, parlando dell’indagine che ha portato all’arresto di Dominique Strauss-Kahn con l’accusa di aver stuprato una cameriera nell’hotel dove alloggiava a Manhattan. La donna avrebbe mentito ripetutamente, nel frattempo, le foto di DSK ammanettato facevano il giro del mondo, Sarkozy si precipitava a sostituirlo alla guida dell’Fmi tirando fuori dal frigo Christine Lagarde (un’elezione facilitata dall’appoggio degli Stati Uniti che da soli hanno il 17% dei voti), cosa che gli ha permesso un rimpastino nel governo in preparazione del banchetto 2012, e metteva pure la pietra tombale su uno dei suoi più accreditati competitors alle prossime presidenziali. Se a pensar male si fa peccato, ora a quel giudice di NY, più che mandarlo a dirigere il traffico di Manhattan, un monumento dovrebbero fargli.