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I soliti cazzari del Giornale

Con una puntualità da orologio svizzero, gli scribacchini del giornale famiglio, oggi si sono inventati la solita non-notizia, cercando di prendere due piccioni con una sola boiata. “Un conto segreto dei Ds da 3,6 milioni di euro intestato a una società caraibica e un prestanome italiano. Un sistema di società off-shore, paradisi fiscali e documenti con macchie ad arte”. Ci sarebbe tutto questo in un dossier sui presunti fondi esteri dei Democratici di Sinistra e sul quale la Procura di Milano non avrebbe indagato. Una storia vecchia come il cucco, tra l’altro già ampiamente trattata negli anni scorsi e sulla quale, chi avesse voglia di approfondire, può leggersi questo pezzo di un anno fa su il legno storto. E così, l’ex tesoriere Ugo Sposetti, smentisce e querela. Sposetti, legale rappresentante dei Ds, replica in una nota segnalando che i Ds sono stati vittima di una attività di “dossieraggio”. In particolare, Sposetti afferma: “1) il partito dei Democratici di Sinistra non ha mai gestito, direttamente o indirettamente, conti all’estero; 2) il partito dei Democratici di Sinistra ha già intrapreso iniziative giudiziarie, sia in sede civile che in sede penale, nei confronti di tutti coloro che in questi ultimi anni hanno ipotizzato l’esistenza di un qualche tipo di collegamento tra il partito, o suoi dirigenti, ed il Fondo Quercia (Oak fund); 3) la prima sezione della Corte di Assise di Milano ha, nei mesi scorsi, ammesso la costituzione quale parte civile in seno al processo cosiddetto Security Telecom del partito dei Democratici di Sinistra, che dunque è vittima dell’attività di dossieraggio illecito posta in essere da personale Pirelli e Telecom; 4) nel corso dell’udienza del 30 marzo scorso il Sostituto Procuratore della Repubblica titolare delle indagini ha depositato agli atti del processo, tra i vari documenti, il dossier sul ’Fondo Quercià, definendolo, non a caso, corpo di reato in quanto esso stesso frutto dell’attività di dossieraggio illecito posta in essere». «Nessuno più del partito dei Democratici di Sinistra – prosegue Sposetti – ha interesse ad accertare chi abbia costruito questo falso. Purtroppo, il principale ostacolo all’accertamento della verità è costituito dalla decisione del governo Berlusconi di opporre il segreto di Stato nel processo Telecom in corso a Milano. Chi vuole chiarezza si adoperi affinchè venga rimosso il segreto di Stato e sia possibile non solo accertare l’identità dei calunniatori che hanno fabbricato il falso dossier sul Fondo Quercia, ma soprattutto accertare mandanti che lo hanno commissionato e chiarire le ragioni per le quali esso fu creato.

Non fa una piega, ma si vede che la vicenda Boffo non ha insegnato nulla. E così tra qualche anno, il lettore distratto e annoiato si vedrà riproporre un dossier di documenti di Santa Lucia che provano che quella villa a Montecarlo è proprietà di Fini. Va bene che devono essere a corto di cazzate, ma qui si travalica il ridicolo, eh.

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3 commenti»

  Marco wrote @

Questi due fanno collezione di dossier e di figure di merda

  gians wrote @

Cara mia ho qualche difficoltà a ricordare la faccenda, tuttavia mi pare stupido che l’informazione di destra utilizzi gli stessi metodi di quella di sinistra, insomma sarebbe come sparare al pianista.

  makia wrote @

ma pure spararsi nei cosiddetti gians 😀


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