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Quel dolore nel corpo e nell’anima delle donne stuprate di Haiti

Le partorienti che non urlano nell’ ospedale Isaïe Jeanty a Port-au-Prince, cantano. Cantano la prima cosa che gli viene in gola. Cantano la konpa, che ha un ritmo tra la soka e il reggae che viene suonata tanto in radio, usata anche dai candidati che cercano voti. Cantano stese a terra, nei corridoi. Cantano prima di portare un altro bambino al mondo, in uno dei soli sei posti letto esistenti in sala parto. Dopo, con il bambino, arriva anche il silenzio. E se non ci sono complicazioni, dopo sei ore sono tornate per strada, alla ricerca di un modo per tornare a casa.

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3 commenti»

  gians wrote @

Sei bravissima e bellissima e levissima.

  makia wrote @

troppa grazia 😀

  Mk wrote @

Il dolore accomuna tutte le donne, anche quelle che non vivendo in povertà conclamata come quelle di Haiti ,sono quotidianamente sfruttate .E non solo sessualmente.
Un abbraccio
mk


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